Boom di webinar

4 considerazioni per un’organizzazione

efficace

La parola webinar rientra sicuramente in quelle parole di cui nessuno, prima del 2020, sapeva della sua esistenza. Adesso è tra le parole più cliccate in rete.
Ma tra le varie ricerche, c’è anche quella che chiede cosa vuol dire webinar e come funziona.
Beh, è molto semplice.
La parola è un neologismo nato dall’unione dei termini inglesi “web” e “seminar”.
E, proprio come un seminario, il webinar è molto connesso alla formazione.
Si tratta infatti di sessioni educative o informative alle quali si può accedere da remoto da qualsiasi dispositivo connesso a internet.

Ma cos’è esattamente quello che si può fare attraverso un webinar?

– Formazione e didattica a distanza
– Conferenze stampa con giornalisti
– Convegni e tavole rotonde
– Presentazioni per il lancio di nuovi prodotti
– Presentazioni di risultati di ricerche e analisi di mercato
– Discorsi istituzionali
– Workshop pratici e lab interattivi

Le sue caratteristiche principali sono:
  • L’interattività, gestibile a vari livelli con la possibilità di discutere, chattare, inviare e ricevere feedback in real time. Inoltre, essendo da remoto, molte persone avranno meno timore di partecipare attivamente, mentre dal vivo l’emozione blocca molti spettatori a commentare.
  • Il contenimento dei costi, perché non serve allocare budget per la location, il catering o le trasferte – La possibilità di intercettare un pubblico più ampio che con un evento dal vivo, dal momento che non vi sono limiti numerici per la partecipazione – Uno sforzo organizzativo minimo, poiché se gestiti bene, con la piattaforma giusta e un team dedicato, l’azienda avrà una platea ben selezionata e interessata con un click.
Ma dall’essere uno strumento per gli eventi, sono diventati presto anche uno strumento di digital marketing, soprattutto per la lead generation, cioè nell’acquisizione di nuovi clienti che potevano essere facilmente portati alla conversione. Il fatto che siano gratuiti consente infatti a molte persone di partecipare nonostante non siano ancora del tutto convinte, ed è proprio il compito del webinar convincerle a informarsi o a saperne di più.

Ci sono alcune cose da considerare per creare dei webinar efficaci.Il 

Anche noi, con l’impossibilità di muoverci e fare eventi dal vivo, abbiamo organizzato un webinar con l’Accademia delle Belle arti di Firenze. Tutto è nato dal bisogno di comunicare e raccontare l’istituto nell’occasione dell’open day. Abbiamo deciso di utilizzare la piattaforma Zoom e, in accordo con l’accademia, abbiamo impostato e gestito tutto da remoto, compreso l’inserimento di grafiche, gestione dei tempi, registrazione e condivisione streaming su You Tube. Perché l’efficacia di ogni strumento è garantita solo se vi sono le competenze tecniche per usarlo.
E sapete da dove si parte per acquisirle? Proprio dalla conoscenza dello strumento. Ogni piattaforma ha infatti le sue regole ed è importante conoscerle e analizzarle tutte per stabilire qual è quella che fa al caso nostro. Bisogna considerare:
    – La condivisione dello schermo – Il numero dei partecipanti – Il costo – La presenza della chat – L’eventualità di una registrazione Possiamo dire in tutta certezza che, se i webinar non sono stati la salvezza di questo 2020, di sicuro sono stati la soluzione a molte difficoltà aziendali e istituzionali. Ma anche la soluzione per molti di noi che, non potendo uscire, hanno voluto approfondire qualche competenza, qualche tema che li incuriosiva e hanno potuto avere accesso da casa propria a un mondo di professionisti ed esperti. Perché non si tratta sempre solo di marketing e di vendita, a volte si tratta di offrire qualcosa a qualcun altro nella speranza che la conoscenza generale vada crescendo. Alla fine i webinar ci hanno anche insegnato questo: che coloro che possono dare un piccolo contributo sono molti di più di quelli che potevamo immaginare. E che la gente ha sempre voglia di imparare qualcosa di nuovo. Tanto a quello non vi sarà mai fine.
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